Protocollo con la Fondazione Casa della Carità

Protocollo con la Fondazione Casa della caritàIntercettare i finanziamenti e le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per favorire la formazione, il contrasto all’emarginazione sociale e l’inserimento nel mercato del lavoro dei soggetti più deboli in un momento di crisi. Questi gli obiettivi dell’accordo di collaborazione sottoscritto oggi dal Comune di Milano e la Fondazione Casa della Carità.

 

 

La definizione di questo protocollo permette di intercettare nuove risorse economiche per attuare azioni a favore di quelle persone che più di altre hanno bisogno di essere accompagnate nel mondo del lavoro attraverso progetti, attività, risorse umane, strutture e organizzazione che ne facilitino l’inserimento. I nostri centri di formazione comunali hanno maturato un’importante esperienza nelle azioni di orientamento, formazione e politiche attive per la ricerca di lavoro a favore dei cittadini più fragili che coinvolgono anche le imprese e attraverso il protocollo sono stati potenziati questi progetti in grado di generare crescita, occupazione, inclusione sociale e autonomia.

 

 

Un accordo che rappresenta al meglio la collaborazione tra pubblico e privato sociale volta a unire risorse umane, progetti, competenze, esperienze, operatività, spazi e attrezzature. La Casa della carità mette così a disposizione risorse, esperienza e operatività per svolgere delle azioni formative e di contrasto all’emarginazione sociale in collaborazione con il Centro di Formazione di Via Fleming 15 che si occuperà della formazione e avviamento al lavoro. Il processo parte dalla lettura dei bisogni occupazionali di specifiche persone e delle aziende per formare le competenze necessarie per un inserimento lavorativo mirato che abbia i presupposti necessari per ottenere un successo formativo. Una collaborazione congiunta per bandi europei e nazionali destinati alle fasce deboli della popolazione: immigrati, rom, donne a rischio di emarginazione sociale, over 50, disoccupati e inoccupati e comunque a tutti coloro che in condizioni di difficoltà.