Protocollo clausole sociali

Con l’approvazione delle Linee di indirizzo per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate o disabili il Comune ha applicato il “Protocollo per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti di lavori, servizi e forniture”, sottoscritto con le Confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil nel 2012, in cui si definiva l’inserimento di una “clausola sociale”, cioè indicare l’obbligo di eseguire i contratti negli appalti di servizi e forniture con l’impiego di persone svantaggiate.

 

L’Amministrazione si è impegnata a riservare il 5% dei propri appalti per la fornitura di beni e servizi, diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, alle cooperative sociali di tipo B e ad applicare “clausole sociali” a favore delle categorie più deboli del mercato del lavoro.

 

La delibera è il risultato di un lavoro che ha coinvolto direttamente l’Assessore per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca e l’Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute– insieme al mondo delle cooperative di tipo B.

 

Nello specifico è stato redatto un nuovo elenco per l’accesso al quale le cooperative di tipo B, ai sensi della legge 381/91, devono essere già risultare iscritte all’albo regionale di competenza. L’Elenco viene aggiornato con cadenza semestrale. Con cadenza annuale viene invece effettuata la verifica del mantenimento dei requisiti di accesso per la loro permanenza nell’Elenco. Nella medesima delibera vengono anche definite le modalità per l’affidamento alle cooperative di forniture di servizi ai sensi dell’art. 5 della Legge 381/91. L’Amministrazione stabilisce anche il numero minimo di lavoratori svantaggiati da inserire o quale tipologia di svantaggio sia prioritaria. Gradualmente l’Amministrazione intende coinvolgere in queste procedure anche le aziende partecipate del Comune di Milano.