Direzione Centrale Politiche del Lavoro, Sviluppo Economico e Università

Lavoro al Femminile

L’Italia, come il resto d’Europa, ha risentito della crisi che ha investito l’economia globale nel corso del 2009; ciò si è riflettuto anche sulla situazione complessiva del mercato del lavoro nazionale.
Il 2010 vede un peggioramento dei maggiori indicatori relativi del mercato del lavoro: il tasso di attività scende dal 62,4% del 2009 al 62,2%; il tasso di occupazione passa dal 57,5% del 2009 al 56,8% del 2010; il tasso di disoccupazione nel 2010 registra il livello più elevato dal 2003, raggiungendo l’8,5%. L’aumento della disoccupazione è dovuto all’effetto congiunto della crescita della disoccupazione femminile e della flessione di quella maschile; tale aumento è evidente anche dai dati più recenti, relativi a gennaio 2011 (+ 0,1% rispetto a dicembre 2010).
Secondo i dati provvisori Istat del gennaio 2011, il tasso di attività femminile è pari al 51,4%, inferiore a quello maschile (63%) di più di dieci punti percentuali, a dimostrazione della difficoltà delle donne a fare valere e vedere riconosciute le proprie competenze e abilità nel mercato del lavoro italiano.
Da sottolineare il dato sulla disoccupazione giovanile, che nel gennaio 2011 tocca il 29,4%:  ciò significa che in Italia un giovane su tre, fra i 15 e i 24 anni, è senza lavoro.

In questo quadro, come cambia la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro? Quali peculiarità mostra la presenza delle donne nel mercato del lavoro lombardo e milanese?
Nelle sezioni che seguono, proponiamo un breve percorso conoscitivo per comprendere meglio i mutamenti del lavoro femminile a Milano, in comparazione con il quadro nazionale ed europeo.

Fonte: Istat, Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro

 

1. Il lavoro a Milano

La città di Milano è caratterizzata da un tessuto economico sviluppato, che trova espressione in un mercato del lavoro tradizionalmente ricco di opportunità. Uno sguardo ai principali indicatori e ai dati a livello comunale ci permette di descrivere sinteticamente il mercato del lavoro milanese.
 

2. Le donne nel mercato del lavoro milanese

I caratteri positivi del mercato del lavoro milanese, appena descritti, riguardano anche l’occupazione femminile? Si riflettono in una struttura del lavoro per il mercato maggiormente equa dal punto di vista di genere? Comportano una migliore partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne milanesi, rispetto alla media italiana? In sintesi: Milano è capace di sfruttare e valorizzare il potenziale rappresentato dalle donne e dalle lavoratrici?
Per rispondere a queste domande, proviamo a leggere con ottica di genere i dati relativi alla partecipazione al mercato del lavoro milanese.
 

3. L’occupazione femminile a Milano: i settori e le professioni

Quali sono i settori di attività più rilevanti nel mercato del lavoro milanese? E come si differenziano se osserviamo separatamente l’occupazione femminile e quella maschile? In quali posizioni professionali si inseriscono le lavoratrici e i lavoratori milanesi? Quale rilevanza assume la qualificazione della forza lavoro in questo quadro?
 

4. L’occupazione femminile a Milano: tipologie e forme contrattuali

L’analisi delle tipologie contrattuali (ad esempio, tempo determinato o indeterminato, lavoro standard o atipico) e dell’orario di lavoro (part-time o full-time) è fondamentale per una corretta comprensione della struttura dell’occupazione a Milano e delle modalità con le quali uomini e donne sono presenti sul mercato del lavoro milanese.
 

5. L’imprenditoria al femminile a Milano

In Italia, vi è una scarsa presenza femminile nei ruoli apicali dei diversi settori dell’economia, e in particolare nell’imprenditoria. A Milano il dato relativo alla presenza di imprenditrici donne è inferiore alla media nazionale - a differenza di quanto succede con gli altri parametri relativi al mondo del lavoro milanese.
 

6. Il lavoro in Italia

Gli ultimi dati disponibili sul mercato del lavoro in Italia tratteggiano un quadro in cui sono evidenti i segnali di crisi, persistono importanti divari territoriali tra Nord e Sud del paese e, infine, si intensifica il livello di disoccupazione giovanile. I dati, inoltre, confermano la lontananza dell’Italia dalla media europea rispetto ai principali indicatori del mercato del lavoro, in primo luogo rispetto al tasso di occupazione (nonostante la crescita di questo parametro nell’ultimo decennio).
 

7. Il lavoro femminile in Italia

I principali indicatori del mercato del lavoro assumono valori molto diversi a seconda che li si osservi al femminile o al maschile. La prospettiva di genere permette di osservare come in Italia siano ancora forti le discriminazioni nei confronti delle donne (e, in particolare, delle giovani donne) nel mondo del lavoro.
 

8. Lavoro per il mercato e lavoro familiare

Per completare l’analisi del lavoro femminile in Italia, è importante prendere in considerazione anche il lavoro sommerso e irregolare. Le donne, infatti, sono più spesso coinvolte in lavori irregolari, rispetto agli uomini.
Accanto a queste forme di lavoro, è interessante approfondire il tema del lavoro di cura e familiare che, in Italia e nella maggior parte dei paesi europei, grava ancora oggi in misura maggiore sulle figure femminili.


Per saperne di più
 

 

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