Il Curriculum Vitae

 

CURRICULUMA cosa serve

 

Il curriculum e’ lo strumento fondamentale da utilizzare nella ricerca del lavoro. E’ una prima presentazione di sé, e’ il proprio biglietto da visita ed è quindi importante che sia corretto, ben organizzato e di aspetto piacevole.

 

 

Serve per essere inviato o consegnato ad enti e società di intermediazione per essere inserito in apposite banche dati; per rispondere ad annunci di lavoro e superare lo screening iniziale; per presentare auto-candidature per posta, via mail, di persona; serve per consegnarlo al selezionatore che può usarlo come traccia per il colloquio o come promemoria alla conclusione di un colloquio, può essere dato ad amici, familiari e conoscenti, affinché lo distribuiscano a potenziali interessati.

 

Serve per ottenere un colloquio di lavoro: deve pertanto essere breve, ma contenere le informazioni che possano convincere i selezionatori a fissare un colloquio per valutare la candidatura.

 

L’impatto visivo è fondamentale: nessuno prenderà in considerazione un foglio sgualcito, poco leggibile e poco ordinato nella stesura.

 

E’ necessario che dal curriculum esca un’immagine positiva della persona e delle sue capacità, il più possibile in linea con il ruolo per cui si candida.

 

Molti referenti delle Risorse Umane che fanno screening di CV dedicano alla lettura di questo documento meno di un minuto!

 

Come si costruisce

Alcune delle indicazioni che verranno fornite per la costruzione del curriculum valgono nello specifico per la versione in italiano e da spedire in Italia,  per inviare un CV all’ Estero si consiglia di visitare siti specifici (come ad esempio EURES – Il servizio europeo per l’occupazione che informa i lavoratori sulle opportunità di lavoro e sulle condizioni di vita e di lavoro e offre consigli su come cercare un impiego  nello Spazio Economico Europeo, anche attraverso guide scaricabili, dedicate ai singoli paesi).

 

Il curriculum vitae efficace deve essere “confezionato” in base al destinatario e alle posizioni per le quali ci si candida. Si dovrà trovare ogni volta un aggancio per valorizzare al massimo la propria esperienza e competenza in relazione al tipo di lavoro e azienda a cui ci si rivolge. Il selezionatore non ama ricevere centinaia di curriculum tutti uguali; troppe informazioni, e non pertinenti, disturbano la comunicazione. Quindi quando si redige il CV può essere più utile evidenziare alcuni aspetti e tacerne altri; se una persona e’ così fortunata da avere molte informazioni da comunicare, può anche permettersi di personalizzare il curriculum scegliendo quelle più qualificanti per il ruolo per cui si propone  (indicando magari nella lettera di presentazione che nel CV sono riportate solo le esperienze più significative).

 

Si suggerisce di predisporre sia il formato classico del CV (in Word sono presenti alcuni modelli, ma e’ possibile reperirne molti altri on-line), sia  il formato europeo,  ma di utilizzare il formato europeo/Europass solo se esplicitamente richiesto, anche per candidature europee,  perché molti professionisti del settore,  anche stranieri,  che spesso si trovano a dover esaminare centinaia di curriculum in poco tempo, non ritengono questo formato di facile lettura, in quanto, pur offrendo il vantaggio di fornire uno standard condiviso in tutta Europa, rischia spesso di essere poco flessibile, poco personale  e  poco sintetico.

 

Indipendentemente dalla scelta di un determinato modello, e’  bene che il CV non superi le due pagine, sia schematico (da evitare lo stile narrativo) e presenti sempre le seguenti sezioni informative.

 

I dati anagrafici e i canali di contatto sono i più importanti, vanno sempre messi al primo posto, servono ai selezionatori per i primi contatti e per fissare i colloqui: devono essere visibili e chiari

 

  • nome e cognome
  • luogo e data di nascita, genere
  • indirizzo (domicilio)
  • cittadinanza (se straniero indicare il possesso di Permesso di soggiorno)
  • numero di telefono fisso e/o cellulare
  • indirizzo di posta elettronica ( e’ preferibile non usare quello del lavoro se si cerca un impiego da occupati!)
  • eventuale indirizzo skype
  • eventuale sito web o blog personale
  • eventuale pagina linkedin (facebook o altri social network, solo se le informazioni personali accessibili sono coerenti con il proprio CV)
  • la fotografia va generalmente collocata sulla destra del foglio, affianco ai dati (anche se in quest’ultimo periodo e’ sempre più diffusa in Italia l’abitudine di inserire la foto, si suggerisce di farlo solo se e’ richiesta o per settori lavorativi in cui e’ consuetudine il CV con foto. In ogni caso la foto deve essere sobria, avere il formato tessera ed essere stata scattata in un contesto neutro/formale)

Lo stato civile non è obbligatorio.

In base al lavoro a cui si sottopone la candidatura, potrebbe essere utile fornire indicazione sul tipo di patente posseduta e sull’essere automuniti.

 

Le esperienze formative (scuole e corsi frequentati) vengono generalmente collocate al secondo posto, se la persona è giovane ed ha poche esperienze di lavoro.  

 

 

E’ importante indicare:

 

  • i titoli di studio in ordine cronologico, partendo dal più recente, ed eventualmente elencarne altri, se possono essere utili per la candidatura. Con il titolo di studio occorre indicare la data del conseguimento, o quella prevista, e il nome dell’istituto, scuola o università e la città. E’ possibile scrivere anche la votazione riportata (si suggerisce di farlo in ogni caso per la laurea e per il diploma solo se la votazione e’ buona). Qualora il percorso formativo sia piuttosto lungo, è consigliabile  omettere le scuole dell’obbligo per dare risalto alle esperienze di studio più recenti.

 

 

Inoltre, si possono aggiungere:

 

 

  • specializzazioni, corsi di perfezionamento (data, durata, ente, città);
  • titoli o esperienze presso Università estere (data, durata, ente, città, nazione);
  • borse di studio (data, durata, ente, città);
  • percorsi di formazione professionale (data, durata, ente, città), se rilevanti per il tipo di lavoro;
  • titoli di tesi discusse, pubblicazioni, ricerche se rilevanti per il tipo di lavoro.

Generalmente le esperienze professionali seguono le esperienze formative.

 

 

Se la persona ha una ricca/lunga esperienza lavorativa e’ preferibile far precedere la sezione delle esperienze rispetto a quelle della formazione.

 

 

Può accadere inoltre che un lavoratore abbia frequentato solo le scuole dell’obbligo, ma abbia svolto lavori vari e significativi, anche in questo caso è meglio mettere in risalto l’esperienza rispetto ai percorsi scolastici.

 

 

Questa sezione è ovviamente un’ area del CV molto importante. Soprattutto coloro che non hanno tanta esperienza, non dovrebbero tralasciare eventuali lavori stagionali od occasionali svolti durante gli studi. Anche se non coerenti al settore in cui si sottopone la propria candidatura, sono sicuramente indizi di determinazione e di approccio propositivo.

Coloro che, viceversa, hanno un’esperienza professionale consistente, devono mettere in luce quelle esperienze maggiormente qualificanti per la posizione per cui si propone. In entrambi i casi, come per la formazione, è sempre consigliabile partire dall’esperienza più recente e  andare a ritroso.

 

E’ necessario indicare:

 

  • le date di inizio e fine esperienza o specificare se ancora in corso;
  • il ruolo svolto;
  • i riporti gerarchici;
  • il nome dell’azienda e il settore di mercato in cui opera;
  • la sede (non e’ necessario l’indirizzo e’ sufficiente indicare la città);
  • il contratto lavorativo ed il relativo livello sono generalmente elementi che si possono richiamare.

Per le esperienze più recenti, più significative o più inerenti alla posizione per cui ci si candida è necessario specificare brevemente le attività svolte.

Coloro che hanno avuto responsabilità di coordinamento dovrebbero indicare le risorse gestite (economiche ed umane), le caratteristiche dei progetti svolti e i risultati ottenuti.

 

Seguono poi informazioni relative alle competenze personali suddivise in sottocategorie:

 

Competenze linguistiche

Questa sezione  permette di dare indicazioni sul livello di conoscenza di lingue straniere. Si può indicare la propria lingua madre.

 

Per compilare l’autovalutazione delle conoscenze si può utilizzare il sistema Europass (si basa su una griglia di autovalutazione sviluppata dal Consiglio d’Europa per il «Quadro europeo comune di riferimento per le lingue» e documenta i livelli di competenza linguistica acquisita in ambito formale  (scuola e formazione) e in altri contesti (sul lavoro, in famiglia, in occasione di soggiorni all’estero, ecc.)

 

La griglia è articolata in 3 categorie:

– Livello elementare (livelli A1 e A2);

– Livello intermedio (livelli B1 e B2);

– Livello avanzato (livelli C1 e C2).

 

 

Per valutare la propria  conoscenza di una lingua straniera, leggere attentamente le descrizioni per ogni voce (ascolto, lettura, interazione, produzione orale, produzione scritta) e indicare il livello di conoscenza. E’ necessario inoltre specificare eventuali corsi e certificazioni ottenuti, (es: first certificate, advanced, proficiency per l’inglese), utilizzo quotidiano delle lingue nel contesto lavorativo e esperienze lavorative all’estero.

 

Competenze  informatiche

  • gli ambienti operativi (Windows, Unix);
  • programmi di uso generale, solo quelli che si e’ effettivamente in grado di usare (Word, Excel, Power Point);
  • altri programmi fondamentali per la propria area professionale (ad es. Sap. Oracle);
  • i corsi di formazione seguiti (data, durata, ente, città);
  • l’utilizzo quotidiano di Internet e posta elettronica con eventuale conoscenza di linguaggi specialistici (Java, Html).

 

Anche per le competenze informatiche è consigliabile indicare il livello di conoscenza ed eventuali certificazioni come ad esempio la Patente europea del Computer (ECDL).

 

 

Per le competenze che seguono è  necessario specificare bene il contesto in cui si sono acquisite, in modo che risultino un dato oggettivo e non una interpretazione personale (es. al posto di scrivere “so relazionarmi con  bambini“, è più utile scrivere  grazie a quale esperienza si ritiene di avere questa abilità “es. competenze relazionali con bambini acquisite grazie all’esperienza come fratello maggiore di tre  che si e’ spesso occupato di loro sia per l’organizzazione del tempo libero sia per la gestione dei compiti scolastici in assenza dei genitori”).

 

Competenze relazionali

Si intende la capacità di interagire con le persone, bambini, anziani, stranieri o altre categorie specifiche, l’attitudine al lavoro col pubblico, specificarli solo se inerenti alla mansione per cui ci si candida. Le esperienze di volontariato sono un ottimo elemento per dimostrare di sapersi mettere a disposizione degli altri.

 

Competenze organizzative

Si intende la capacità di gestire gruppi, lavorare all’interno di uno staff,  lavorare per obiettivi nel rispetto di tempi dati,  affrontare emergenze e risolvere contrattempi,  anche esperienze maturate nel tempo libero possono essere utili per far emergere ad es. capacità di problem solving.

 

Competenze tecniche

Indicare, a seconda degli specifici ambiti lavorativi,  l’uso di macchinari industriali, programmi specifici per attività di inserimento dati o archiviazione, tecniche di trattamento specifiche in psicologia, capacità di montaggio e utilizzo impianti audio ecc.

Competenze artistiche

E’ opportuno inserirle solo se inerenti e documentabili; evitare di inserire l’elenco dei propri hobby a meno che non siano rilevanti, come potrebbe essere ad  es. la fotografia in caso di candidature per professioni che richiedono tale competenza.

 

Hobby e interessi

L’indicazione di hobby e interessi personali è utile al selezionatore per tracciare meglio un profilo del candidato. Si possono indicare: sport praticati, interessi per la lettura, la scrittura o il cinema, viaggi, attività di volontariato, in particolar modo se significativi per la posizione lavorativa ricercata,  evitando però la descrizione generica come ad esempio: praticare sport, che non aggiunge valore al profilo personale, e’ necessario specificare il tipo di sport , ad es.  aver praticato uno  sport di squadra può  fornire un’ indicazione rispetto alla capacità della persona di lavorare in team. Nonostante non siano prese in considerazione da tutti i selezionatori, tuttavia queste informazioni possono fare la differenza se si deve scegliere tra due candidati a parità di condizioni, oppure possono essere utilizzate dal selezionatore nel colloquio come argomento per iniziare la conversazione.

 

Altre informazioni utili da aggiungere possono essere:

 

Disponibilità a turni, orari e a trasferte e/o trasferimenti sul territorio nazionale e non. Non deve essere un elenco esaustivo, ma solo “aspetti personali” che possano offrire spunti di riflessione al selezionatore.

 

In alcuni casi, specialmente se il curriculum non è accompagnato da una lettera, può essere utile aggiungere una nota relativa alla posizione o area professionale cercata oppure gli obiettivi professionali  e/o le competenze  tecniche in relazione alla posizione, dopo i dati personali.

 

In fondo al curriculum è necessario riportare la liberatoria per l’utilizzo dei dati personali:
“Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003.”

 

A seguito della liberatoria occorre mettere la data e la firma che danno valore al CV e alla liberatoria stessa.

 

Qualche consiglio

 

Utilizzare sempre il computer per la stesura del CV (salvo richieste per valutazioni grafologiche).

 

– Curarne l’aspetto grafico

– vivacizzando il testo con soluzioni grafiche quali neretti, sottolineature, corsivi, colore;

– prevedendo sufficienti margini e spaziature e dividendo il curriculum in paragrafi, ciascuno contrassegnato da un titolo evidenziato;

– usando un carattere comune (ad es. Arial, Verdana o Calibri) e di dimensione ben visibile (10-12 punti).

– Adottare un linguaggio semplice e leggibile.

– Essere diretti, evitando la terza persona, quando si parla di se stessi.

– Fare attenzione agli errori.

– Nominare il file in modo da rendere facile per chi lo riceve archiviarlo (CV_NomeCognome.pdf).

– Inviare il curriculum in formato elettronico, salvandolo in PDF: così i caratteri saranno leggibili e il formato sarà quello deciso.

– Usare indirizzi mail e skype  professionali  nome.cognome @……it   (non  stellina79@……it;   contedimontecristo@…..com).

 

Errori da evitare

– Allegare documenti, certificazioni e referenze personali a meno che non vengano richiesti.

– Nella cronologia, mettere in testa le esperienze più lontane.

– Fare riferimento a questioni di denaro.

– Mentire: durante il colloquio si verrebbe immediatamente scoperti.

– Essere troppo sicuri di sé, scrivendo ad esempio “solo con un colloquio vi renderete conto delle mie effettive capacità”.

– Lasciare vuoti temporali tra un’occupazione e l’altra. Se questo capita, bisogna spiegarne le cause.

– Inviare il curriculum genericamente a enti, aziende, organizzazioni,  uffici o responsabili del personale in fotocopia e in quantità industriali (spamming).

– Dimenticare di rileggere il testo, soprattutto se sono presenti parole straniere.

 

Documenti allegati

Esempio CV da Centro Nazionale Europass Italia

 

Link utili

Centro Nazionale Europass Italia